Il Principe Azzurro arriva a Regnodorato in un baleno, desideroso come non mai di dare la caccia al grosso mostro verde. Ma appena si toglie l’elmo scintillante, il Re e tutti i suoi dignitari si lasciano sfuggire un mugolio di stupore: il famoso Principe è diventato un vecchietto dalla barba bianca e tra le mani, un tempo forti e vigorose, non impugna più la sua spada lucente, ma un nodoso bastone da passeggio. Che delusione! Ma, ahimè, il tempo passa per tutti… Nonostante i suoi acciacchi, però, il Principe Azzurro è comunque intenzionato a sfidare il drago. Monta quindi sul suo pony (il cavallo è diventato troppo alto per lui…) e si dirige verso il Bosco delle Fate, ridotto ormai ad un arido deserto. “Ehi! Fatti sotto!”, grida il Principe al Drago che, vedendo il vecchietto, scoppia in una risata infuocata. Alcune scintille, uscite dalle fauci del mostro, inceneriscono il bastone del Principe e altre raggiungono la sua barba, che prende subito fuoco. A questo punto, al Principe non resta che cercare un laghetto in cui mettere a bagno la sua povera barba, ormai tutta bruciacchiata. “Mi arrendo!”, mugola il vecchietto rammaricato. “Non sono più quello di una volta…”.

Il Re di Regnodorato, dispiaciuto per il suo amico Azzurro, deve escogitare un piano alternativo per placare la furia del Drago. A tal proposito, ha sentito dire che nel vicino paese di Montilaggiù c’è un bravo medico, specializzato nella cura delle gole infiammate. “Forse questo dottore può aiutarci…”, pensa il Re e decide così di invitare il medico a corte, nella speranza che il suo intervento possa salvare le sorti del regno. Il medico, molto felice per l’incarico affidatogli, illustra al Re un metodo infallibile per spegnere le fiamme nella gola del Drago prima ancora che escano dalla sua mostruosa boccaccia. Si tratta di una potente pozione a base di erbe balsamiche, raccolte centinaia di anni fa da una Strega Bianca e conservate con cura in un barattolo d’oro.

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